“Cani orfani”

In ricordo di Marziano

La cino-filia , l’amore per i cani,( ma non quello fatto di vestitini di paiettes, “al cane basta il divano”, “al cane bastano le coccole” and so on) che si riferisce all’interesse più profondo nei confronti di questa specie, non è una questione di pochi. E’ dominio di tutte le persone che vogliono meravigliarsi osservando e scoprendo chi vive con loro e che sognano lo “stare bene insieme” fatto anche e soprattutto di gratificazioni raggiunte facendo #cosedacane.

Torniamo all’interesse, alla scoperta, alla meraviglia. 

Parlando con il mio “pensionato di fiducia”, colui che mi aiuta a curare l’orto e il parco Castenedolese dove si svolgono talvolta alcune attività dell’associazione, se ne esce un giorno con

“tutti i nostri cani sono orfani!’’ e prosegue “si perchè a toglierli a due mesi, se va bene, dalla mamma, è renderli orfani.”

Prosegue indicando un cucciolo che in quel momento si trova su un balcone e che passa dal guardare malinconicamente il nostro gruppo libero al campo, al piangere guardando il proprietario che si sta allontanando proprio in quel momento.

“Vedi? anche quel cane, vede i nostri qui e vorrebbe scendere per stare con loro”.

La parola “orfano” è decisamente illuminante associata a questo concetto. Cercherò di spiegarmi meglio. Questo sostantivo ci fa provare subito disagio, tristezza, la sensazione che manchi qualcosa o meglio, qualcuno. Ci fa provare un senso di privazione.

Ed è quello che spesso vivono i nostri cani,quando vengono staccati dalla loro famiglia, purtroppo ancora oggi, tolti anzitempo. I nostri cani, che vale la pena ricordarlo, sono mammiferi, necessitano di cure parentali, non solo materne. Ciò significa che per la loro crescita sana ed equilibrata hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro e non solo per la mera sopravvivenza. Questo significa che dal loro gruppo familiare ricevono apprendimenti indispensabili. Scendere nel dettaglio ora è impossibile ma possiamo fare una riflessione sul fatto che ad oggi i cuccioli più fortunati stanno con la madre fino ai 2 mesi, nella maggior parte dei casi e che quasi sempre non siano inseriti in contesti dove siano presenti anche il padre ed eventuali “zii”, anch’essi importantissimi nei processi di conoscenza del mondo e nella creazione di modelli comportamentali.

 

E come se non bastasse poi capita che vengano adottati da chi può dedicare loro veramente troppo poco tempo. Ma questa è un’altra storia 

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